Il bisogno di trasformarsi

La sede rinnovata. Contaminazioni tra linguaggi. Drammaturgia italiana.

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La necessità di ristrutturare la sede storica di via Pier Lombardo, segnata dal passare del tempo, è stata colta da Andrée Ruth Shammah come occasione per un più ampio rinnovamento dei modi di produrre e di rapportarsi con il pubblico. Nel ‘96 viene costituita la Fondazione Pier Lombardo, primo esempio in Italia di sinergia fra pubblico e privato nel settore culturale, che riunisce le migliori energie milanesi, istituzioni, aziende, privati cittadini, con lo scopo di salvare il teatro dallo sfratto, ristrutturare e rinnovare la sede di via Pier Lombardo, garantire la continuità di uno spazio vitale per la città.

La sala grande prima della ristrutturazione

La sala grande prima della ristrutturazione

Il Teatro Franco Parenti: mille difficoltà e un successo
Il cammino è comunque in salita. Nel 1999 Guido Vergani scrive sul Corriere: “Al sì Palazzo Marino è arrivato, concedendo per trent’anni le cadenti mura alla Fondazione Pier Lombardo. Un regalo? Così è stato letto, ma ingannevolmente. Altre realtà teatrali a Milano hanno avuto sale e spazi immediatamente agibili. Se troverà i quattrini necessari per la ristrutturazione e se riuscirà ad avviare, assestandolo nel tempo, un progetto che comprende prosa, musica, cinema, danza, sarà la Fondazione a fare un dono alla città. Nel decennale della morte di Franco Parenti, Andrée si è tirata addosso una pesantissima responsabilità, ansie e lavoro e questue a non finire. Ma la sua intelligente passione sa scalare le montagne, tritare i macigni, lavorare allo stomaco le indifferenze e le neghittosità, vincere i muri di gomma. Ce la farà”.
Il 16 gennaio 2003, durante la conferenza stampa di festeggiamento per il trentennale del Teatro, il Sindaco dichiara “perché il Teatro Franco Parenti appartiene oggi alla storia di Milano” l’impegno da parte del Comune nella riqualificazione della sede con la stessa cifra di intervento dei privati. La quota di partecipazione di ognuno viene così raddoppiata dall’amministrazione comunale. Comincia una campagna di raccolta fondi che raccoglie consensi ed entusiasmo, conferma dell’interesse della città per un valore che riguarda anche le future generazioni e smentisce il luogo comune che vuole cultura e impresa mondi separati destinati a non incontrarsi.
Nel 2005 viene firmato l’Accordo di Programma tra Regione, Provincia, Comune e Fondazione Pier Lombardo per la completa riqualificazione dell’area compresa fra via Pier Lombardo, Vasari e Sabina. La sede rinnovata. Un dono della città a se stessa. Nel 2008 la sede è riaperta al pubblico magnificamente rinnovata dall’architetto Michele De Lucchi con la direzione artistica di Andrée Shammah e interventi scenografici di Gian Maurizio Fercioni. La sede rinnovata è definita “un dono che la città fa a se stessa, rappresentativo della capacità innovativa di Milano”. Un luogo dove la tecnologia si fonde con la sapienza artigianale e con materiali naturali. 5.400 mq. distribuiti su tre livelli in sette differenti sale e spazi che convergono verso il cuore del Teatro, l’ampio e luminoso Foyer ritmato da passerelle e vetrate affacciate sulle due piscine all’aperto del Centro Balneare Caimi.

Per questo scopo, il teatro si impegna in una ricerca di fondi che ha i suoi momenti più alti soprattutto nell’organizzazione, nell’area della Piscina Caimi, confinante con il teatro, con alcune serate spettacolari che hanno visto la partecipazione di migliaia di cittadini, nel 2002, Milano, le acque dell’incontro per i festeggiamenti di Sant’Ambrogio, nel 2003 Festa della Primavera, che univano l’approfondimento colto all’evento spettacolare con fontane danzanti e giochi di luce di grande effetto e poesia, per l’occasione è stato prodotto Le sacre du Printemps con Luciana Savignano.
La chiusura di via Pier Lombardo per l’inizio dei lavori è segnata da Variété, (maggio ’04) uno struggente e stupefacente viaggio “dentro al teatro” lungo percorsi nascosti, ricordi e fantasie mai realizzate che Andrée Ruth Shammah ambienta in un teatro già parzialmente demolito, dando vita a fantasmi e spiritelli, attraverso la formula dello stationendrama.

La sede storica del Teatro Franco Parenti in via Pier Lombardo ha riaperto dal 2008 completamente rinnovata dalla ristrutturazione di Michele De Lucchi con la direzione artistica di Andrée Ruth Shammah e con interventi scenografici di Gian Maurizio Fercioni. Un luogo unico a Milano in cui la tecnologia si fonde con la sapienza artigianale e con materiali naturali per creare un ambiente di grande respiro e, nello stesso tempo, a misura d’uomo, dove la luce entra attraverso grandi finestre e accentua l’apertura all’esterno, alla città, alla vita.

Oltre 5.400 metri quadrati, distribuiti su tre livelli organizzano otto differenti spazi, tra cui una sala da 500 posti e due sale da 150 posti, che possono essere utilizzati simultaneamente. Il nuovo progetto ha recuperato l’impianto spaziale e funzionale del Quartiere Vasari del 1933 e accoglie il pubblico e lo spettacolo in ogni sua parte, con attività che si intrecciano, si interpellano e stimolano a vicenda. Un luogo di spettacolo, lavoro, incontro e sperimentazione all’altezza dei grandi centri di creazione internazionali.

Per conseguire questo obiettivo, la regista sperimenta col pubblico una serie di iniziative mirate a una nuova teatralità. L’improvvisazione e la sorpresa sono le chiavi spettacolari dei Percorsi nell’incompiuto e del Cantiere delle idee, destinati a far conoscere agli spettatori i nuovi spazi ma anche i nuovi modi di produrre e comunicare.

La parola d’ordine è: “Nuova vita al teatro. Noi ci proviamo. Mettetici alla prova”. Una serie di gesti augurali, aperta da Amos Oz che lascia un suo scritto dove mette in relazione il sogno, la parola e l’azione, al quale seguono Guido Ceronetti, Carlo Cecchi, Giora Feidman, consacrano la riapertura della sede di via Pier Lombardo.

 

 

Una straordinaria realtà, un teatro inteso come bisogno dei cittadini, come grande forza civile, per togliere la vigliaccheria del vivere, la paura del diverso, dell’altro, dell’ignoto, della vita, della morte, insomma per regalare alla collettività lo sforzo disperato di dare un senso alla vita.

Magda Poli – “Una grande avventura di teatro. Il Franco Parenti nelle pagine del Corriere della Sera”
La Shammah ha saputo in questi anni mantenere sempre alto il livello qualitativo delle sue scelte, con una fede, ed una coerenza intellettuale che ne fa uno dei vanti della nostra cultura in Italia e in Europa.
Dalle motivazioni del Premio Enriquez 2013 per la per la Migliore direzione artistica e Migliore programmazione e produzione.
Il Teatro Franco Parenti indica una via e dà un’immagine confortante del teatro come snodo di interessi e curiosità, cuore pulsante della vita metropolitana.
Renato Palazzi, Il Sole 24 Ore
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