Teatro Skianto
21 Gennaio - 2 Febbraio 2020 acquista biglietti
21 Gennaio - 2 Febbraio 2020
martedì 21 Gennaio h 20:00
mercoledì 22 Gennaio h 19:45
giovedì 23 Gennaio h 21:00
venerdì 24 Gennaio h 20:00
sabato 25 Gennaio h 20:30
domenica 26 Gennaio h 16:15
martedì 28 Gennaio h 20:00
mercoledì 29 Gennaio h 19:45
giovedì 30 Gennaio h 21:00
venerdì 31 Gennaio h 20:00
sabato 1 Febbraio h 20:30
domenica 2 Febbraio h 16:15

Sala Grande

I settore > intero 38€
II, III e IV settore > intero 30€; under26/over65 18€; convenzioni 21€ (valide dal 21 al 24 gennaio)

Questo spettacolo è inserito nell’abbonamento Abbonamento LiberoPassepartoutAbbonamento ClassicoCard ACard B

Biglietteria
via Pier Lombardo 14
02 59995206
biglietteria@teatrofrancoparenti.it

20 Novembre - 21 Novembre
Teatro Sociale - COMO
22 Novembre - 24 Novembre
Teatro Comunale - CARPI
26 Novembre - 1 Dicembre
Teatro Bellini - NAPOLI
3 Dicembre
Teatro Duse - BOLOGNA
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Teatro Sociale - MANTOVA
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Teatro della Regina - CATTOLICA
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11 Gennaio - 12 Gennaio
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4 Febbraio - 9 Febbraio
Fonderie Limone - TORINO
11 Febbraio - 12 Febbraio
Teatro Mancinelli - ORVIETO
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uno spettacolo di e con Filippo Timi
luci Gigi Saccomandi
costumi Fabio Zambernardi

produzione Teatro Franco Parenti
spettacolo nato nel 2014 in coproduzione con il Teatro Stabile dell’Umbria

Una favola amara, un testo spiazzante che mescola rabbia e dolore ad una esilarante ironia. Sul palco un anticonvenzionale, istrionico e intimo Filippo Timi che in una sarabanda di lampi immaginifici e sferzate emotive nell’impasto dolce di una favola pop racconta l’irrefrenabile ricerca di un identità fuori dalla “handicappitudine”.

La disabilità diventa oggetto di rappresentazione, perché porta in scena tutti i desideri impossibili del protagonista: fare il ballerino o il cantante, amare un pattinatore, sognare una vita che non sia una prigione, vivere in maniera normale con gli altri come accade quando si ritrova col nonno che ritiene un eroe, specie quando gli racconta le sue avventure, condite con comicità e paradossi, con le mignotte del paese. Come tutti i sognatori egli dovrà scontarsi con la realtà, ovvero col suo corpo murato in una cameretta dentro la quale scopre quanto la vita sia truccata.

Skianto è la bocca murata. È il racconto di un ragazzo disabile che ha il cancello sbarrato. Io spalanco quella bocca in un urlo di Munch. Gli esseri umani sono disabili alla vita. E siamo tutti un po’ storti se ci confrontiamo alla grandezza della Natura. Esiste una disabilità non conclamata che è l’isolamento, l’incapacità di fare uscire le voci.
Filippo Timi
  • 1 di 6.
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  • 6 di 6.
Il suo teatro travalica i confini della stanza. [...] L’instancabile forza di un attore che si inabissa anima e corpo visceralmente dentro l’esperienza teatrale. Da vedere.
Il Sole 24 ore
Timi è un attore che sfida le convenzioni, vince le resistenze e convince. È carismatico, istrionico, generoso, autoironico, ambiguo, semplice e complesso. […] Nel racconto emerge il suo sentirsi nella doppia gabbia, del corpo e della stanza; si toccano la rabbia dell’impotenza che scoppia devastante, il desiderio d’amore e di sesso, la violenza della società. Ma è il sorriso e lo sguardo beffardo — stupito — sul mondo che domina lo Skianto di Timi.
Magda Poli – Corriere della Sera
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21 Gennaio - 2 Febbraio 2020

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