Teatro Shakespea Re di Napoli
7 - 19 Gennaio 2020 acquista biglietti

Shakespea Re di Napoli

7 - 19 Gennaio 2020
martedì 7 Gennaio h 20:30
mercoledì 8 Gennaio h 19:15
giovedì 9 Gennaio h 20:00
venerdì 10 Gennaio h 20:30
sabato 11 Gennaio h 21:00
domenica 12 Gennaio h 15:45
martedì 14 Gennaio h 20:30
mercoledì 15 Gennaio h 19:15
giovedì 16 Gennaio h 20:00
venerdì 17 Gennaio h 20:30
sabato 18 Gennaio h 21:00
domenica 19 Gennaio h 15:45

Sala AcomeA
1 ora e 15 minuti

Prime file > intero 38€
Platea > intero 30€; under26 15€; over65 18€; convenzioni 21€
Galleria > intero 21€; under26 13€; over65 15€; convenzioni 21€

Questo spettacolo è inserito nell’abbonamento Abbonamento LiberoPassepartoutAbbonamento ClassicoCard ACard B

Biglietteria
via Pier Lombardo 14
02 59995206
biglietteria@teatrofrancoparenti.it

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testo e regia Ruggero Cappuccio
con Claudio Di Palma e Ciro Damiano
musiche Paolo Vivaldi
costumi Carlo Poggioli
aiuto regia e luci Nadia Baldi

produzione Teatro Segreto

Cosa sarebbe accaduto se Shakespeare fosse sbarcato a Napoli e il viceré gli avesse ceduto il trono per una notte?

A raccontarlo sarà “Shakespea Re di Napoli” scritto in versi da Ruggero Cappuccio nel 1994 e rappresentato sui palcoscenici italiani ed esteri ottenendo importanti riconoscimenti. Tutto ruota intorno a un mistero: chi è W. H. l’ispiratore cui sono dedicati i Sonetti del poeta di Stratford?

Cappuccio reinventa la realtà immaginandolo come un fanciullo napoletano conosciuto dal Bardo nel corso di una sua “improbabile” visita alla città partenopea. Un gioco intenso tra realtà e apparenza in cui la cultura letteraria del barocco napoletano si fonde con la poetica shakespeariana in una lingua musicale, fisica, artistica, nello stesso tempo popolare e aulica.

Uno spettacolo che continua ad essere acclamato dal pubblico oggi come ventisei anni fa perché riflette tutto l’umorismo e la comicità carnevalesca del capoluogo campano, con un linguaggio derisorio e volgare che nello stesso tempo serba, quasi fosse uno scrigno, un tesoro profondo: una lingua musicale, fisica, artistica.
Giulio Baffi - la Repubblica
La scena è essenziale, scarna, le parole sgorgano in un vernacolo incalzante, offrendo un ambiente quasi straniero. I due protagonisti si mostrano con le loro debolezze, visceralità, assurdità. Un incitamento a noi, al pubblico, a prendere in mano le nostre vite, al di là di ciò che si è fatto, per realizzare ciò che ancora si desidera.
Daniele Maurizi - MP news
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domenica 12 Gennaio h 15:45
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mercoledì 15 Gennaio h 19:15
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