Questo è il tempo in cui attendo la grazia

SPETTACOLO ANNULLATO

17 - 22 Novembre 2020
martedì 17 Novembre h 20:00
mercoledì 18 Novembre h 19:45
giovedì 19 Novembre h 21:00
venerdì 20 Novembre h 20:00
sabato 21 Novembre h 20:30
domenica 22 Novembre h 16:15

Lo spettacolo è terminato per questa stagione. Visita la pagina Cartellone per vedere cosa è in scena al Parenti.

Sala Grande

50 minuti

I settore>intero 22€
II settore >intero 18€; under26/over65 15€; convenzioni 15€
III settore >intero 13,50€; under26/over65 10€; convenzioni 10€
_________________________

Tutti i prezzi sono da intendersi + prevendita
_________________________

Questo spettacolo è inserito nell’abbonamento Card Campo ApertoAbbonamento liberoPassepartoutCard libera

Biglietteria
via Pier Lombardo 14
02 59995206
biglietteria@teatrofrancoparenti.it

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da Pier Paolo Pasolini
regia Fabio Condemi
drammaturgia e montaggio dei testi Fabio Condemi, Gabriele Portoghese
con Gabriele Portoghese
drammaturgia dell’immagine Fabio Cherstich
filmati Igor Renzetti, Fabio Condemi
assistente alla regia Consuelo Bartolucci

produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello / Teatro di Roma – Teatro Nazionale

In scena una biografia onirica e poetica di Pasolini
attraverso le sue sceneggiature.

Un recital di prosa, poesia e video che entra nella officina poetica dello scrittore per riflettere sui temi a lui cari, come lo sguardo puro del fanciullo, la periferia, l’eros, il cristianesimo delle origini, esplorando non il suo cinema cioè il prodotto definitivo delle sceneggiature -, ma il suo sguardo.

Uno sguardo in continuo movimento, pieno di echi antichissimi e sempre pronto a cogliere attorno a sé autentici momenti di grazia e di vita. Uno sguardo che ci riguarda, sempre.

Gabriele Portoghese si fa corpo della vita e dell’arte dello scrittore, per uno spettacolo delicato e sentito, che nasce dall’esigenza di commemorare uno dei più grandi intellettuali ed artisti del secondo Novecento.

Tutta l’opera letteraria, cinematografica e persino politica di Pasolini sembra attraversata da momenti di eccezione in cui gli esseri umani diventano lucciole – esseri luminescenti, danzanti, erratici, inafferrabili e, come tali resistenti – sotto il nostro sguardo meravigliato.
Georges Didi-Huberman - Come le lucciole

Il titolo dello spettacolo è tratto da un verso della poesia di Pasolini, Le nuvole si sprofondano lucide, inserita nella raccolta Dal diario (1945-1947), Salvatore Sciascia, Caltanissetta, maggio 1954.

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