Incontri e Libri Non ci sono coltelli nelle cucine di questa città
28 marzo 2018 acquista biglietti

Non ci sono coltelli nelle cucine di questa città

Presentazione del libro di Khaled Khalifa

28 marzo 2018
mercoledì 28 marzo h 18:00

Lo spettacolo è terminato per questa stagione. Visita la pagina Cartellone per vedere cosa è in scena al Parenti.

Café Rouge

Biglietto TFP cortesia > 3,50€

Biglietteria
via Pier Lombardo 14
02 59995206
biglietteria@teatrofrancoparenti.it

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presentazione del libro
Non ci sono coltelli nelle cucine di questa città
di Khaled Khalifa

dialoga con l’autore Wlodek Goldkorn

Una delle stelle nascenti della narrativa in lingua araba, una voce unica.

New York Times

È uno sconosciuto che ci parla: è nato ad Aleppo nel 1963, il giorno stesso del colpo di Stato militare che porta al potere il partito Baath, da cui emergerà nel 1970 il regime di Hafez al-Asad. La coincidenza storica diventa presagio di un destino che il narratore considera ipotecato dal parallelismo tra la sua vita, personale e familiare, e quella del partito Baath. Il narratore, suo fratello Rashid e le sue sorelle Sawsan e Su‘ad sono figli di un’epoca in cui «se dici che il basilico è caro questo significa per gli informatori che ti lamenti della politica del partito e se dici che pensi alla morte, significa che non ti piace vivere sotto la pressione dell’autorità del partito». La vita è possibile solo per chi viene a patti con il partito, cedendo qualcosa di sé.
Una saga familiare che scorre dagli anni sessanta fino al duemila e strappa il velo sui sistemi di paura e controllo di Assad.
Con maestria e feroce onestà Khaled Khalifa parla della persecuzione che da decenni ormai si consuma contro un’intera società.

Una scrittura superba in cui un realismo denso e lussureggiante si anima di metafore sorprendenti.

The Guardian

Khaled Khalifa

È nato in un paesino in provincia di Aleppo (Siria) nel 1964. Ad Aleppo si è trasferito per frequentare l’università, laureandosi in giurisprudenza nel 1988. Ha lavorato come sceneggiatore cinematografico e televisivo, per poi fondare la rivista culturale Aleph, presto censurata dal regime siriano. È autore di raccolte poetiche e di romanzi, tra cui Elogio dell’odio (Bompiani, 2011). Impegnato fin dal marzo 2011 nel movimento pacifico di opposizione al regime del clan al-Asad, si è servito del suo ruolo di intellettuale e dell’attenzione suscitata da Elogio dell’odio per sensibilizzare il pubblico internazionale alla protesta del popolo siriano e alla repressione che ha subito e subisce.

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