Poesia La più lunga ora
8 aprile 2018 acquista biglietti

La più lunga ora

Memoria di Dino Campana. Poeta, pazzo

8 aprile 2018
domenica 8 aprile h 21:00

Lo spettacolo è terminato per questa stagione. Visita la pagina Cartellone per vedere cosa è in scena al Parenti.

Sala Grande

intero > 25€
over65/under26 > 18€

Biglietteria
via Pier Lombardo 14
02 59995206
biglietteria@teatrofrancoparenti.it

Questo spettacolo è inserito nell’abbonamento AbbonAnno 2018

scritto e diretto da Vinicio Marchioni
musiche composte ed eseguite dal vivo da Ruben Rigillo
con Vinicio Marchioni, Milena Mancini, Ruben Rigillo

Partner unico Per amore della Poesia

Il mondo si sta distruggendo, la poesia lo salverà

L’attore, conosciuto per il ruolo del Freddo nella serie Romanzo Criminale, dà voce al poeta Dino Campana.

Un poeta, un pazzo, un viaggiatore, un manesco, un intellettuale, un uomo che ha fatto mille mestieri. Canti Orfici, la sua unica composizione poetica, ha illuminato la letteratura europea del Novecento tanto che Carmelo Bene definiva Campana il suo poeta preferito. Cosa fa un Poeta, un viaggiatore, un malato di schizofrenia o più semplicemente un uomo che ha vissuto e scritto come Dino Campana, in un manicomio per quattordici anni? “Essere è essere percepiti” scriveva Beckett. Si vive attraverso lo sguardo degli altri, e quando gli altri non ci guardano più si ha solo la possibilità di raccontare la propria storia a se stessi per assicurarsi, o illudersi, che quella storia sia esistita realmente. Dino Campana, uomo prima che poeta, chiuso nella sua camera di manicomio nella sua più lunga ora di vita, forse l’ultima (il primo titolo scelto da Campana per i Canti Orfici era Il più lungo giorno), rimane, insieme alla voce di Sibilla Aleramo, il cantore tragico del secolo scorso, convinto che solo la poesia salverà il mondo.

L’eccellente polistrumentista Ruben Rigillo accompagna interamente la messa in scena, sottolineando l’intensità di un tale flusso di coscienza e in un perfetto dialogo tra musica e parole, irrompe la malinconica “Sognando” di Don Backy. Uno spettacolo intimo e forte nella sua semplicità, che non vuole proporre la banale biografia dell’artista, bensì omaggiare la memoria di un personaggio tanto complesso quanto geniale. Un prezioso invito a non sottovalutare il potere della suggestione e ancor meno l’importanza dell’espressione artistica come unica salvezza possibile.
Sara Risini – recensito.net
Assolutamente fuori dagli schemi, coraggioso, unico, da vedere.
Fermata Spettacolo
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