La banca dei sogni

23 - 30 ottobre 2020
© Filippo Manzini

Si avvisa il gentile pubblico che in adeguamento a quanto disposto dal DPCM  del 4 marzo 2020 in materia di contenimento del contagio da Covid-19,  che prevede  la sospensione di manifestazioni, eventi e ogni tipo di riunione in luogo pubblico, anche di carattere culturale, le attività del Teatro Franco Parenti sono sospese fino a venerdì 3 aprile 2020 incluso.
 

TUTTI I SERVIZI INCLUSA LA BIGLIETTERIA SONO TEMPORANEAMENTE SOSPESI. 

 

venerdì 23 Ottobre
sabato 24 Ottobre
domenica 25 Ottobre
martedì 27 Ottobre
mercoledì 28 Ottobre
giovedì 29 Ottobre
venerdì 30 Ottobre

Sala Tre
Attenzione: il percorso che conduce
alla sala
non prevede rampe o ascensori
per l’accesso delle persone disabili.

1 ora e 20 minuti

Per le modalità di rimborso per le repliche 10 – 15 marzo 2020 CLICCA QUI

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con Federica Furlani, Davide Pachera, Laura Serena
e un gruppo di sognatori
regia, ideazione e supervisione drammaturgica Francesca Merli
drammaturgia Domesticalchimia
sound designer Federica Furlani

produzione Domesticalchimia
con il sostegno di Campo Teatrale e Teatro della Toscana
vincitore del premio ‘Mila Pieralli’ indetto dalla Fondazione Teatro della Toscana
vincitore del premio di produzione ‘Theatrical Mass’ indetto da Campo Teatrale

È possibile inquadrare e fotografare un periodo storico, la società, l’umanità attraverso la lente del sogno?

La compagnia Milanese Domesticalchimia si cimenta in questa sfida con La banca dei sogni, uno spettacolo/inchiesta che prende il via dall’omonimo libro di J. Duvignaud e F. Corbeau.

I due antropologi francesi avevano infatti intuito che i nostri sogni possono essere un tramite per comprendere di più la realtà che ci circonda e il nostro ‘stare’ al mondo, perchè nel rielaborarli parliamo delle nostre paure, delle ansie della società contemporanea. Nella loro inchiesta hanno raccolto le esperienze oniriche di operai, casalinghe e imprenditori delle città e delle campagne francesi e a partire dai loro racconti hanno restituito un’immagine articolata della società francese a loro contemporanea.

Lo spettacolo vuole indagare l’evolversi della nostra attività onirica da quando siamo bambini fino a quando siamo anziani e comprendere con le persone coinvolte quali sono i tarli del nostro tempo. Per farlo la giovane compagnia intervisterà gli abitanti del quartiere Porta Romana di Milano per ricavarne una drammaturgia sul sogno che restituisca, come uno specchio, un’immagine lucida e inedita della nostra società.

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