Teatro Giocando con Orlando – Assolo
12 - 17 febbraio 2019 acquista biglietti

Giocando con Orlando – Assolo

Tracce, memorie, letture da Orlando furioso di Ludovico Ariosto secondo Marco Baliani

12 - 17 febbraio 2019
martedì 12 febbraio h 20:00
mercoledì 13 febbraio h 19:45
giovedì 14 febbraio h 21:00
venerdì 15 febbraio h 20:00
sabato 16 febbraio h 20:30
domenica 17 febbraio h 16:15

Sala Grande

1 ora e 20 minuti

Prime file
Biglietto unico > 38€ + prev.
Secondo, terzo e quarto settore
Intero > 30€ + prev.
Ridotto Over65/under26 > 18€ + prev.
Convenzioni* > 21€ + prev.
* le convenzioni sono valide solo per il IV settore e per tutti i giorni, esclusi venerdì e sabato.

Questo spettacolo è inserito nell’abbonamento Abbonamento SpecialeQuartetto 3piùUNOOttetto 6piùDUE

Biglietteria
via Pier Lombardo 14
02 59995206
biglietteria@teatrofrancoparenti.it

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adattamento teatrale e regia Marco Baliani
con Stefano Accorsi
scene Mimmo Paladino
impianto scenico Daniele Spisa
costumi Alessandro Lai
luci Luca Barbati

produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo

Trasferire Orlando furioso in una figura teatrale è impresa degna di cavalieri erranti, anzi narranti.  Stefano Accorsi veste i panni del cavaliere e si cimenta con l’opera di Ariosto e il tema oneroso dell’amore e delle sue declinazioni.

In una scena dominata dalla sola presenza dei colossali cavalli di Mimmo Paladino, l’attore scorrazza in rima tra feroci saraceni, ippogrifi alati, giovani donzelle e paladini cristiani, alternando alle ottave originali  quelle un po’ più prosaiche di Baliani.

Nel poema cinquecentesco donne, cavalieri, armi, e soprattutto l’ amore: l’amore perso, sfortunato, vincente, doloroso, sofferente, sacrificale, gioioso e di certo anche furioso.

Giocando con Orlando – Assolo è un’inedita ballata in rime ariostesche per il palcoscenico, da condursi corpo a corpo, rima dopo rima.

  • 1 di 3.
  • 2 di 3.
  • 3 di 3.
Accorsi è il mattatore che, con il fluire sicuro della parola, riesce a dipanare i fili complessi del narrare ariostesco, rendendolo accessibile anche a un pubblico non esperto, riportandolo a un presente in cui la vita dell'individuo è ancora, in sostanza, un vagare disordinato, in una selva, alla ricerca di qualcosa che non si può avere.
Carolina Pernigo – CriticaLetteraria.org
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