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Lectio magistralis e incontri straordinari

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VARIAZIONI SUL MITO ( 2015)
Tre lectio magistralis
che affrontano in maniera interdisciplinare il mito greco e i suoi nodi o centri nevralgici,
a partire dai conflitti familiari.

Medea migrante lectio di EVA CANTARELLA

La felicità – lectio di SAVATORE NATOLI 

Chi – ha paura di Cassandra? lectio di UMBERTO CURI

Scopri il canale #CasaParenti

 

LUIS SEPÚLVEDA dialoga con Ranieri Polese
Letture di Luca Micheletti.

(2017, nella Sala Grande del Teatro Franco Parenti in occasione della pubblicazione del suo libro Storie ribelli, edito da Guanda)
Un racconto intimo e emozionante di oltre quarant’anni di storia personale e corale.
Una lunga vicenda umana, politica e civile, raccontata in pagine in cui affiora la capacità umana di Sepúlveda insieme alla sua partecipazione, sempre in prima linea, alle battaglie civili e politiche che riguardano il suo paese, il Cile, l’ambiente, la vita in tutti i suoi molteplici aspetti.

 

ZYGMUNT BAUMAN
How good people make bad society
per la rassegna Il piacere del testo.

Intervista e traduce Ira Rubini

(2015, nella Sala Grande del Teatro Franco Parenti)
Affascinante lezione di Zygmunt Bauman, un pensatore considerato tra i piu autoreveli e influenti del mondo. A lui si deve la folgorante definizione della «modernità liquida».


 

Quattro lectio di grandi interpreti della contemporaneità: Elena Cattaneo, Valerio Magrelli, Salvatore Natoli e Pierangelo Sequeri, Massimo Recalcati
Riflessioni su temi e questioni che scandiscono la nostra esistenza e che, partendo da alcune opere teatrali, rivelano gli intrecci del teatro con filosofia, scienza, teologia, poesia e psicanalisi. (Rassegna Il piacere del testo, 2015)

rassegna a cura di Teatro Franco Parenti con il sostegno di Intesa Sanpaolo

 

1. SALVATORE NATOLI E PIERANGELO SEQUERI – “Non c’è niente di più comico dell’infelicità”
In occasione dello spettacolo Finale di partita di Samuel Beckett
Ubi nihil vales ibi nihil velis: ove nulla puoi, nulla vuoi. Infatti, in Beckett non c’è più il pathos del nulla: né la nostalgia di una pienezza perduta, né la delusione di compimento mancato, né l’attesa di una risoluzione finale. E neanche l’attesa della fine individuale perché mai ne potremo essere spettatori. Solo un rinvio, il lungo indugiare in un’estenuazione che si consuma nel qui e ora d’una sopravvivenza quasi biologica. Cosa, allora, ci può essere di tremendo nell’infelicità? Nulla di quel che accade conta e perciò quel che più gli si addice – se gli si addice – è il comico o se si vuole il sublime dell’ironia.

 

2. VALERIO MAGRELLI – “Il grande monomaniaco”
In occasione dello spettacolo Il malato immaginario di Molière
Chi avrebbe detto che il teatro francese del Secolo d’oro, di Re Sole e Versailles, avrebbe avuto fra i suoi massimi autori il figlio di un tappezziere? Ispirandosi sia ai classici, sia ai comici italiani, Molière seppe unire la satira alla riflessione morale. Così nacquero alcuni fra i più noti caratteri della letteratura occidentale, grandi monomaniaci che sprofondano nelle proprie ossessioni. È il caso del Malato immaginario, l’ipocondriaco, attualissimo eroe dell’inquietudine e del salutismo.

 

3. ELENA CATTANEO – “L’educazione scientifica come ricerca della verità”
In occasione dello spettacolo La scuola di Domenico Starnone
La lezione illustrerà alcuni dei territori di ricerca sulle cellule staminali per riflettere sul potenziale che offrono nella comprensione e nell’eventuale possibilità di trattamento delle malattie. Si trarrà spunto dalle storie di scienza del nostro paese per ricordare come nasce un esperimento, come si approda a un risultato o come si patisce un fallimento. Un percorso dominato dalla vitalità e dalla forza che la scienza esprime nell’indagare l’ignoto, per raggiungere traguardi che si rendono disponibili a tutti, generando opportunità di crescita civile e sociale.

 

4. MASSIMO RECALCATI – “Elogio del fallimento”
In occasione dello spettacolo I giocatori di Pau Mirò
Un elogio del fallimento? Il fallimento non è solo insuccesso, sconfitta, sbandamento. O meglio, è tutto questo, ma anche il suo rovescio. Il fallimento, secondo Lacan, è proprio del funzionamento dell’inconscio. Perché ci sia incontro con la verità del desiderio è necessario smarrirsi, fallire, perdersi. Chi non si è mai perduto non sa ritrovarsi: e, in questo senso, la giovinezza è il tempo del fallimento, il tempo dove il fallimento dovrebbe essere consentito.

GioveDIX letterari digitali

L’attore continua a condividere con noi le letture che lo hanno influenzato e appassionato.

Gioele Dix legge
Wislawa Szymborska
Premio Nobel per la letteratura nel 1996. La sua poesia, fatta di amore per le piccole cose, la natura, le coincidenze quotidiane.

Gioele Dix legge
Gianni Rodari
E per i più piccoli, Gioele Dix ci porta in viaggio nel “Paese senza punta” di Gianni Rodari, dove  tutti sono gentili, gli spigoli sono rotondi, i tetti sono fatti a pagoda, le rose non hanno le spine.
Una storia tratta dalle “Favole al telefono” del più celebre scrittore italiano per l’infanzia del XX sec.

 

L’attore ci porta nelle fratture del quotidiano
raccontate dalla scrittura essenziale di Raymond Carver.
Fermiamoci ad ascoltare le poesie “La cabina telefonica”, “Sempre alla ricerca del meglio”, “La poesia che non ho mai scritto” e “L’attesa”.

 

Gioele Dix ci porta “In farmacia” e “Al Teatro dei giardinieri” con Karl Valentin, un attore e autore comico tedesco del secolo scorso, bizzarro e geniale. Un personaggio certamente di nicchia, noto più che altro a chi fa il mio mestiere. Se non lo conoscete, sono certo che vi divertirà scoprirlo.

Ricordo un provino davanti a Franco Parenti tanti anni fa in cui mi presentai proprio con un pezzo di Valentin e che, contro ogni mia previsione, andò bene!
Vi racconto il perché…

 

“Se c’è una cosa che mi manca in questo periodo è la possibilità di viaggiare, spostarsi, conoscere posti nuovi… e non solo immaginarli! Per fortuna ci sono i libri, per fortuna c’è stato uno scrittore come Italo Calvino che con la penna ha compiuto prodigi trasportandoci altrove, con leggerezza. Oggi vi portò con me in giro per “Le città invisibili”…” Gioele Dix

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