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Pochi anni fa in tanti avete assistito allo spettacolo Il malato immaginario diretto da Andrée Shammah con Gioele Dix nel ruolo di Argan e Anna della Rosa nel ruolo di Tonina.
Vi proponiamo qui il primo allestimento del 1980 con Franco Parenti e Lucilla Morlacchi in uno spettacolo passato alla storia del teatro italiano.

 


IL MALATO IMMAGINARIO
di Molière
traduzione Cesare Garboli
regia Andrée Ruth Shammah
con Franco ParentiLucilla Morlacchi, Simona Caucia, Loredana Alfieri, Marisa Bilancia, Secondo Degiorgi, Giorgio Melazzi, Gianni Mantesi, Flavio Bonacci, Piero Domenicaccio, Laurent Gerber, Giovanni Battezzato
scene e costumi Gianmaurizio Fercioni – musiche Paolo Ciarchi

(1980)
Edizione storica trasmessa dalla Rai de Il malato immaginario con Franco Parenti, la traduzione di Cesare Garboli e la regia di Andrée Ruth Shammah. Le scenografie furono progettate da Gian Maurizio Fercioni mentre Paolo Ciarchi si occupò delle musiche.
E ritroviamo Molière come poeta della crisi, come stimolo a percepire il proprio mondo interiore, ma anche come invito a continuare una ricerca, in quel momento storico, che non era soltanto di tipo contenutistico, ma di scelta, di modo di concepire il teatro e quindi la vita.

 


IL MALATO IMMAGINARIO
– Intervista a Andrée Ruth Shammah

(1980)
La regista alle prese con Franco Parenti e Lucilla Morlacchi durante le ultime prove prima del debutto assoluto dello spettacolo – sul suo rapporto con il teatro di Molière.

 

 


INTERVISTA RAI di Gianni Minà a Andrée Ruth Shammah e Franco Parenti (1982)
su Il malato immaginario.

E un simpatico botta e risposta tra Ugo Tognazzi e Franco Parenti che racconta la serie di incredibili circostanze che non permisero ai due grandi attori lavorare insieme.


MACBETTU

di Giovanni Testori
regia Andrée Ruth Shammah
con Franco Parenti, Francesca Benedetti, Raffaella Azim, Giovanni Battezzato, Giorgio Melazzi, Riccardo Peroni, Alessandro Quasimodo, Elio Veller

Macbetto è il secondo spettacolo della storica Trilogia degli Scarrozzanti (Ambleto, 1973 – Edipus, 1977), uno fra i più significativi ed emozionanti manifesti d’amore per il teatro che siano mai stati scritti. Testori inventa una compagnia di guitti che bazzica teatri semivuoti e fatiscenti. Una compagnia di ultimi, di avanzi, di diversi, di reietti dai partiti, dalle chiese e da una società che non vuol saperne nulla della loro arte.
Ma loro non demordono e, ostinandosi a recitare le grandi opere del passato, s’inventano una lingua che tutti possono comprendere.

 

 


IVANOV, IVANOV, IVANOV (1978)
Intervista a Andrée Ruth Shammah

da Rai Teche

In questa intervista storica della Rai, Andrée Ruth Shammah spiega la scelta di rappresentare un adattamento di Ivanov (curato da Franco Parenti insieme alla stessa Shammah), primo testo teatrale scritto da Anton Cechov nel 1887.
La regista spiega il paradosso di una riduzione che, nonostante rompa con la tradizione della rappresentazione di Cechov in Italia proposta da grandi registi come Luchino Visconti e Giorgio Strehler, in realtà restituisce al dramma la sua vera dimensione.
Nel video anche un breve estratto dallo spettacolo.

 


AMBLETO – Inzipit (1973)
Con questi versi il 16 gennaio del ’73 si alzava il sipario al Salone Pier Lombardo.

Lo spettacolo era l’Ambleto – il primo della Trilogia degli Scarrozzanti diretta da Andrée Ruth Shammah (con Macbetto, 1974 e Edipus, 1977) – un dramma shakespeariano in una Lombardia arcaicamente barbarica e al tempo stesso contemporanea.
Già l’InzipIt rivela la lingua di Testori, quel linguaggio duro, grezzo, sanguigno e carnoso come l’umanità che se ne serve. Ma soprattutto è un linguaggio inventato, nelle sue connotazioni temporali, geografiche, umane.
Lo spettatore si trova davanti a una ibridazione tra dialettalità lombarde e coloriture latine, francesi e spagnole e che è in realtà l’inizio di un percorso di invenzione e affinamento di una lungua autonoma e particolare.


 

L’UOMO, LA BESTIA E LA VIRTÚ
di Pirandello
con Carlo Cecchi

Memorabile allestimento di L’Uomo, la bestia e la virtù di Pirandello nel 1976 dal maestro Carlo Cecchi. Queste le parole del regista sull’autore siciliano: “Con Pirandello ho un rapporto doppio: lo considero, come tutti, il più grande autore italiano. E anche il più insopportabile”.
Nel cast, tra gli altri, Raffaella Azim, Marina Confalone, Roberto D’Amico.

 

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