Salt. The Marvellous Puppet Show

Bämsemble Company

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7 Dicembre 2018 - 21 Giugno 2019

Sala Grande

1 ora e 45 minuti

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con Sara Bellodi, Andrea Cavarra, Arturo Gaskins, Marco Giacomini, Michele Guidi, Mauro Groppo, Magda Pohl-Tontini, Anna Rasero, Stefania Santececca, Sebastiano Sicurezza
musiche Roberto Romagnoli, Matteo Cassi
regia e training di superdramma Jon Kellam
co-regia Madeleine Dahm
drammaturgia Francesco Botti, Jon Kellam, La Compagnia
coreografia e movimento Madeleine Dahm, Jon Kellam
maschere e scenografie Zorba Officine Creative
costumi Chiara Barlassina
assistenti Livia Morelli, Andrea De Liberato, Benedetta Galli, Roberta Micheletti, Stefania Coloru
light designer Marcello Falco, Anna Merlo
executive producer Andrea Cavarra

produzione Bämsemble Company
in collaborazione con Zorba officine creative, Accademia dell’arte, Spazioseme e Accademia di Belle Arti di Brera

con il sostegno di

Torna al Parenti il primo grande spettacolo di Bämsemble Company, istantanea significativa di una piccola comunità mondiale che comprende attori, cantanti, ballerini, musicisti, mimi, acrobati, mascheratori, scenografi, costumisti di diverse nazionalità (italiana, americana, tedesca, francese, messicana, nepalese, coreana e spagnola).

Una compagnia di teatro fisico popolare nata col desiderio di innovare e rendere contemporanea e originale la Commedia dell’Arte e col bisogno di rappresentare la molteplicità, razziale, culturale e professionale.

Liberamente tratto da El Retablo de las Meravillas di Miguel de Cervantes, Salt affronta con ironia e sensibilità l’attualissimo tema dell’immigrazione, della discriminazione razziale e della paura del diverso.

In un lontano futuro post apocalittico esiste una leggendaria città circondata da altissime mura bianche fatte di sale. L’arrivo di tre incredibili artisti e lo spettacolo che mettono in scena è destinato a sconvolgere per sempre la vita di tutti. Il caos irrompe sulla scena: si scoprono gli oscuri segreti della città e vengono alla luce le atrocità sepolte nel gigantesco muro di sale e nelle coscienze dei cittadini.

Sfruttando differenti linguaggi scenici e intrecciando musica, parola e coreografia di movimenti, il regista dà vita ad uno spettacolo comico e dal ritmo incalzante.
L’ambientazione futuristica e la scrittura multilingue sono capaci di offrire una visione originale e personale del ruolo degli artisti e del teatro, in un mondo privato di umanità e alienato dalla propria politica.

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Le paure nascoste ed i pregiudizi di un'umanità volatile vengono largamente alla luce in risposta all´immigrazione crescente di emarginati a sua volta causata dai resti di pratiche colonialistiche di influenze europee e occidentali. Vecchi paradigmi economici e politici che prima sembravano essere utili per rifornire e nutrire un ecosistema umano sano non lo sono più e insieme alle vecchie strutture patriarcali stanno svanendo. Ideologie populiste e isolazioniste stanno emergendo ad un livello allarmante. La necessità di un grande teatro tramite il quale va affrontata questa crisi dell’ immaginazione è evidente e deve ritrasformarsi in azione politica, in contenuto (Salt) e in forma (Superdramma). The MPS è una risposta radicale alla crisi. Cerchiamo di causare una rottura nella “comodità” per provocare una concettualizzazione collettiva.
Jon Kellam
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