Teatro Percorso Dostoevskij

Percorso Dostoevskij

Ti trovi in una pagina di Archivio, se vuoi consultare la programmazione corrente visita la pagina Cartellone.


1 febbraio - 31 marzo 2018

Restiamo in contatto
newsletter

Condividi

Dopo il successo della stagione 2016/17 torna il “percorso” Dostoevskij con quattro spettacoli per riscoprire luci e ombre del grande scrittore russo.

La confessione, nuovo allestimento di Alberto Oliva e Mino Manni da I demoni, va ad arricchire la parabola già tracciata con Delitto e Castigo e Il topo del sottosuolo: una discesa verso il lato più scomodo e scandaloso dell’animo umano, dal dilemma morale di Stavrogin alla depravazione dolorosa di Svidrigajlov, specchio della stessa eterna tensione tra bene e male che torturerà la mente di Raskol’nikov prima e dopo il fatidico omicidio.

Nell’adattamento di Vitaliano Trevisan da Il giocatore ritroviamo la patologia della dipendenza, vizio costante (e autobiografico) presente in tutti i capolavori di Dostoevskij, che è al tempo stesso reale causa di disperazione oltre che immagine del sottile limite che separa la gioia dal dolore, il bene dal male, i giusti dai depravati.

Restiamo in contatto
newsletter

Condividi
Restiamo in contatto
newsletter

Condividi

Ti trovi in una pagina di Archivio, se vuoi consultare la programmazione corrente visita la pagina Cartellone.

1 febbraio - 31 marzo 2018

Percorso Dostoevskij

Il topo del sottosuolo

Una storia di ozio e depravazione verso Delitto e castigo
27 febbraio - 4 marzo 2018

Mino Manni e Alberto Oliva portano in scena Svidrigajlov, un personaggio dal sottosuolo, incallito giocatore che scommette su se stesso per tutta la vita.

Delitto e castigo

Una discesa agli inferi tra lucidità e follia
16 febbraio - 4 marzo 2018

La parabola di Raskolnikov per un’analisi sull’impossibilità di ogni giudizio. Con Francesco Brandi.

La confessione

Il capitolo censurato dei Demoni
7 - 18 febbraio 2018

Mino Manni, diretto da Alberto Oliva, sonda le radici del male, frutto di una libertà illimitata e arbitraria e fallimentare esaltazione di sé.