Incontri e Libri Jung e Neumann. Psicologia analitica in esilio

Jung e Neumann. Psicologia analitica in esilio

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23 gennaio 2017

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Intervengono
Luigi Zoja, Vittorio Lingiardi, Elisabeth Zoja
Coordina Valeria Cantoni

In occasione della presentazione del volume
Carl Gustav Jung, Erich Neumann. Psicologia analitica in esilio. Il carteggio 1933-1959

a cura di Luigi Zoja, edito da Moretti&Vitali

Le lettere tra Jung e Neumann danno conferma della grande stima che Jung ebbe per il suo allievo. Il carteggio accompagna in quest’ultimo due metamorfosi parallele. Ebreo berlinese perseguitato, Neumann rinacque come un fondatore culturale in Israele; contemporaneamente si trasformò in interlocutore di Jung. La profondità dei suoi scritti lo rivela come un terzo potenziale pilastro della psicoanalisi dopo Freud e Jung. Le sue lettere sono radiografie dell’inconscio collettivo e pronosticano sia le catastrofi dell’Europa sia le tensioni che avrebbero percorso lo stato d’Israele. Il carteggio si interruppe nel 1940. Quando riprese nel 1945, Neumann si era rinnovato attraverso una solitaria autoanalisi. In questo periodo abbozzò teorie che unificano psicologia, antropologia, teologia; e descrisse il rapporto tra l’evoluzione della psiche individuale e quella collettiva. Molti suoi scritti attendono ancora di esser pubblicati.

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