Teatro

Il bosco di notte

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20 Aprile - 22 Maggio 1983

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di Gaetano Sansone
adattamento e regia Andrée Ruth Shammah
con Franco Parenti, Enrico Bertorelli, Toni Bertorelli, Maurizio Crozza, Ruggero Dondi, Rita Falcone, Grazia Migneco, Riccardo Peroni, Colette Shammah, Antonio Zanoletti
scene Gianmaurizio Fercioni
costumi Ferdinando Bruni
musiche Paolo Ciarchi

Note di regia

Il bosco di notte è un testo originale di Gaetano Sansone, che quando è stato letto due anni fa ha avuto il privilegio di morire e rinascere rinnovato più e più volte, ma sempre più ogni sua morte lasciava addosso a chi lo aveva letto la memoria di lui come un momento incandescente di grande interesse e suggestione. Da una stretta collaborazione di Gaetano Sansone con Andrée Ruth Shammah e successivamente con Franco Parenti sta rinascendo in questi giorni per affrontare il palcoscenico, forse la sua forma non sarà definitiva, si rinnoverà altre volte, ma lo spettacolo lo avrà per sempre sottratto alla morte. Questo il nostro impegno per la novità italiana.
La vicenda si svolge in un bosco adiacente a una clinica-ospizio per anziani e emarginati. Tra gli ospiti si aggira provocatoria­mente uno strano personaggio dall’emblematico nome di Polveres, misterioso vecchio sfuggito – dice – in punto di morte da un ospedale. Polveres spinge i pazienti a rovesciare ogni cura medica, a gustarsi il piacere della morte, a vivere la gioia di sen­tirsi ormai quasi ai confini del nulla, dimenticati e dimentichi del mondo.
E così tra amori, finzioni, pazienti e infermieri, morti e resuscitati la magia della notte porta tutti a giocare una strana partita, al limite tra la realtà ed il sogno.

Andrée Ruth Shammah

Una commedia delicata ed enigmatica, che la regia di Andrée Shammah rende emblematica della realtà, effimera come la finzione.
Roberto De Monticelli - Corriere della Sera, 22 aprile 1983
La regia di Andrée Ruth Shammah si muove giustamente sul filo di un linguaggio teatrale che richiama e qualche volta cita il mondo dei clown, del circo, dei girovaghi e con questo sottolinea, nel testo, le suggestioni ludiche e le atmosfere oniriche, il tenerissimo parossismo dei personaggi.
Riccardo Bonacina - Il Sabato, 30 aprile 1983
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