MORSO DI LUNA NUOVA
  02/03/2010    14/03/2010 
 

di Erri De Luca
musiche a cura di Harmonia Team con la collaborazione di Davide Mastrogiovanni
regia di Giancarlo Sepe
con Giovanni Esposito, Antonio Marfella, Luna Romani, Antonella Romano,
Giampiero Schiano, Antonio Spadaro, Simone Spirito e Pino Tufillaro

Produzione Gli Ipocriti, La Biennale di Venezia
in collaborazione con Festival PorticiArtBox della Città di Portici

Con la sua cifra stilistica elegante, evocativa e tagliente Giancarlo Sepe porta in scena "MORSO DI LUNA NUOVA" di Erri de Luca, potente affresco dell'insurrezione di Napoi contro i tedeschi nel '43. E le vicende di un gruppo di persone in un rifugio durante i bombardamenti si spalancano sulla Storia la fanno palpitare di piccole vite, di grandi sentimenti, di meschinerie, di paure, di tradimenti, di amore, di bisogno di libertà. Un testo che Sepe disvela con sapienza in uno spettacolo semplice, complesso di affascinante coralità. Un ragazzo balbuziente col suo canarino, un patetico generale fascista a riposo, un disincantato falegname, un pescivendolo che nasconde il suo essere ebreo [...] otto esseri che sapranno prendere in mano il loro destino e troveranno il riscatto nella dignità della ribellione. Bravissimi gli attori [...] in una danza di geometrie perfette in quel valzer lento e tragico che sa essere la vita." MAGDA POLI

Napoli, estate del ’43. Nove persone di età, mestieri e storie differenti, rifugiate in uno scantinato, rompono le distanze tra loro e vanno insieme, prima al passo, poi fino al galoppo. Il piccolo capolavoro di Erri De Luca messo in scena da Giancarlo Sepe.

È una Napoli senza cielo quella dell'estate 1943: una città che si rintana nel buio dei rifugi antiaerei, sotto grandi volte di tufo su cui grandina la guerra con i suoi rumori, le sue angosce, i suoi tormenti. Eppure, dentro quelle catacombe, si svolge la vita di alcune persone che cercano disperatamente di tenere stretti i nodi delle loro vite aggrappandosi ad un amore in germoglio, un ideale marcito e un'allegria insensata, finché il vento della rivolta non le trascina fuori dalla tana, restituendo a ciascuna di esse un orizzonte breve che, forse, non sarà ancora cielo ma nemmeno più tenebra. Età, mestieri e storie differenti, compresse in un assedio, rompono le distanze tra loro e vanno insieme, prima al passo, poi fino al galoppo. La macchina della storia maggiore si chiude a sacco sulle vite individuali, ma ci sono sussulti in cui le singole esistenze spezzano la camicia di forza e inventano la libertà.

La città sta nella tenaglia di due eserciti: uno dentro (i tedeschi) e uno fuori (le truppe alleate). Con le “Quattro giornate di Napoli” (27 – 30 settembre 1943) la popolazione partenopea insorge e, grazie al coraggio e all’eroismo dei suoi abitanti, riesce a liberarsi. Morso di luna nuova è il morso di una città che addenta e insegue, fino a sbattere fuori, l’occupante intruso.

La lingua utilizzata da Erri De Luca, non per scelta stilistica ma perché “lingua madre”, consente di cambiare continuamente registro narrativo; all’inizio della terza stanza due dei personaggi, per alleggerire l’atmosfera di quel tugurio bellico, inscenano perfino una farsa che ricorda i canovacci di Petito e Scarpetta. Nel parossismo dei bombardamenti, quelle persone, costrette dagli eventi a ritrovarsi per giorni e giorni nello stesso ricovero, tirano fuori la loro estrema napoletanità e la loro fiera umanità che rende il racconto un piccolo capolavoro drammaturgico dell’autore.

Sala  
feiali ore 20.30 - festivi ore 16.00

ABBONAMENTO italiana

Biglietti
Intero  € 32.00
Ridotto under 25, convenzioni  € 22.00
Ridotto over 60, convenzioni  € 16.00
Ridotto under 18  € 10.00


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