POLVERE DI BAGHDAD
  14/12/2009    16/12/2009 
 

da Le mille e una notte
con 
Massimo Ranieri
la prima ballerina dell'Opéra di Parigi 
Eleonora Abbagnato
di Adonis e Massimo Nava
regia 
Maurizio Scaparro
musiche Mauro Pagani
e con  attori e musicisti del Mediterraneo
(in ordine di apparizione)
Luca Avagliano, Ashai Lombardo Arop,  Fernando Pannullo, Stefano Ambrogi, Ugo Bentivegna, Francesco Wolf,
Claudia Squitieri, Mara Veneziano, Pejman Tadayon, Luciano Cologgi, Michele Maione

scene Daniele Spisa - costumi Santuzza Calì - coreografie Adriana Borriello - disegno luci Cesare Accetta
Produzione Compagnia Italiana
Centro Europeo di teatro d’Arte Biennale di Venezia 40, festival Internazionale del Teatro
Produzione esecutiva Nuovo Teatro diretto da Marco Balsamo

Dopo dodici anni dalle “Mille e una notte” dei tappeti volanti e della fiaba, Scaparro ritrova dunque le strade dell’Oriente ambientando il suo lavoro nell’Iraq di oggi, dove tra le violenze della guerra alcuni personaggi recuperano la “polvere” di quella cultura perduta attraverso la narrazione, la musica, la poesia.

 Il cast messo assieme  è di primo livello: Massimo Ranieri come protagonista, un nuovo Sindbad che torna a casa nella Baghdad di oggi, distrutta dalla guerra; con lui la prima ballerina dell’Operà di Parigi, Eleonora Abbagnato, nelle vesti di una inconsapevole Sherazade e poi quindici tra attori e musicisti italiani e del bacino del Mediterraneo. Uno degli ultimi cantastorie, un soldato europeo che non sa bene perchè si trova là, un professore, una bella ragazza, un suonatore iracheno di liuto arabo, sono i rappresentanti di quell’umanità con cui Maurizio Scaparro prova a riprendere il filo della speranza a Bagdad. E lo fa mescolando alle riflessioni attuali, il grande immaginario delle “Mille e una notte” e le suggestioni del Mediterraneo dove quei sogni hanno viaggiato nei secoli. In “Polvere di Bagdad”, le parole e la musica hanno lo stesso peso; le prime sono quelle del poeta siriano Adonis (Al’ Ahmad Sa’d Isbir Adonis) e del corrispondente di guerra Massimo Nava, legate dai testi dello stesso Scaparro e di Francesca Corrao; la musica, invece, è di Mauro Pagani che ha realizzato un tappeto sonoro che vuole sottolineare come anche la musica muova affascinanti intrecci di suoni e di ritmi tra la musica dei paesi arabi e quella contemporanea occidentale e del jazz in particolare.

 

OGGI qui è un deserto di macerie, morti, polvere e carcasse d' auto come quella che è saltata poco fa per aria. Qui, vedi, c' era un caffè... il Cafè Shahrazad. Mio padre ci veniva sempre ai tempi di Saddam, c' erano già gli americani. E c' erano i giornalisti stranieri... Adesso la guerra è finita, è il dopoguerra che è infinito». Sono parole fluide, realistiche e quasi irrituali per la loro rispondenza alla storia recente, quelle del Cantastorie che così s' esprime poco dopo l' inizio di Polvere di Baghdad di Maurizio Scaparro, frutto di energico (e poeticamente ripensato) adattamento da "Le Mille e una Notte" ad opera del poeta libanese Adonis e dello scrittoregiornalista corrispondente di guerra Massimo Nava. Questi inserti di vicende tragicamente cronachistiche fanno il paio con la favola remota mediterranea su cui si basa il lavoro di Scaparro […] A contribuire a una multidisciplinarietà di linguaggi e identità sono le presenze artistiche di Massimo Ranieri e della prima ballerina dell' Opéra Garnier Eleonora Abbagnato. L' oralità delle tradizioni delle etnie che s' affacciano sul Mediterraneo, gli echi di una violenza umana che si contrappone al disegno di un' armonia tra individui e popoli, i suoni di lontani fenomeni qui testimoniati da Tadayon Pejman cheè un musicista persiano di oude setar, e anche proprio il rapporto convulso tra componimenti poetici e stralci di drammatici resoconti del Medio Oriente, tutto questo confluire di senso del racconto e senso di vicende funeste dei nostri anni fa la differenza di questa macchina teatrale con musiche di Mauro Pagani. Da parte sua, Massimo Ranieri approfondisce e diluisce assieme una sua vocazione ad accostare lirismo e civismo (vedi la dedita "maschera" di uomo di altre radici che si misura coi problemi delle banlieue parigine di adesso nel film di Scaparro L' ultimo Pulcinella), e qui tra l' altro s' impegna in Sindbad il marinaio. Mentre Eleonora Abbagnato è il simbolo danzante di una ragazza innamorata sullo sfondo della Baghdad immutabile nei secoli. «A Baghdad i profumi rallegravano l' anima. E gli sguardi corteggiavano gli sguardi. E spingevano alla gioia. E i santi incontravano i peccatori. E ciascuno era felice della propria follia... Quanto sei bella pietra sumera, il tuo cuore ancora batte per Gilgamesh» canta verso la fine Sindbad. - RODOLFO DI GIAMMARCO

Sala Grande ore 21.00
biglietti: 60/30€