TRADIMENTI
  23/11/2009    29/11/2009 
 

di Harold Pinter
regia di Andrea Renzi
con Nicoletta Braschi, Tony Laudadio, Enrico Iannello

Produzione Fondazione Teatro Stabile di Torino

Due ex amanti si incontrano in un pub anni dopo la fine del loro affaire . Da qui nove rapide scene durante le quali si riavvolge il nastro della loro storia clandestina. Uno dei maggiori testi di Pinter con Nicoletta Braschi, Enrico Ianniello e Tony Laudadio che tornano in scena insieme dopo il successo de Il metodo Grönholm.

Dialoghi stringati, ambigue emozioni che filtrano attraverso il fair play dei protagonisti, l’ipocrisia dei rapporti personali e professionali. Tra viaggi all’estero e riferimenti al mondo sofisticato in cui si muovono i protagonisti, Tradimenti mette in scena un brutale viaggio nel tempo che sembra strutturarsi proprio partendo dai ricordi. Ci sono i due amanti e il loro amore fluttua in un labirinto di bugie. Lei tradisce il marito, che a sua volta l’ha tradita con altre donne, con il suo miglior amico che a sua volta tradisce la moglie. La civile accettazione dei rispettivi tradimenti permea di una soffocante amarezza l’intera vicenda, insinuando nello spettatore il dubbio sottile che tutti e tre i protagonisti siano complici nelle loro menzogne.

In un’intervista rilasciata a Furio Colombo, Pinter spiegava la struttura drammaturgica in questi termini: «È solo il trucco della memoria, La memoria è così. Comincia tutto dall’ultimo istante, si riavvolge all’indietro. Solo che sopra c’è la testa o il cervello o la logica o l’abitudine a pensare. Mettendo tutto alla rovescia io ho preso la memoria alla lettera, la memoria senza logica, che è una macchina stupida, come tutte le macchine».

Un testo che parla del potere della memoria e delle diverse aspettative di uomini e donne. Ogni incontro nel testo è oscurato dal passato: c’è un pranzo amaramente divertente tra i due uomini quando il marito scopre il tradimento della moglie e il suo dolore sovrasta il ricordo dell’amante, dominato dalla sensualità di lei.

E la crudeltà del testo non si ferma qui: Tradimenti è anche la storia del rapporto durato sette anni tra Harold Pinter e la giornalista televisiva Joan Bakewell, una relazione consumata dall’ombra dei matrimoni di entrambi, resa pubblica sulla scena da questa commedia.

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