ZIO VANIA
  20/11/2009    22/11/2009 
 

Scene di vita di campagna
di Anton Checov
regia e scenografia di Andrei Konchalovsky

con Alexander FILIPPENKO, Natalia VDOVINA, Yulia VYSOTSKAYA, Irina KARTASCEVA,
Pavel DEREVYANKO, Alexander DOMOGAROV, Alexander BOBROVSKI, 
Larissa KUZNETSOVA, Olga SUCHAREVA

costumi Rustam CHAMDAMOV - musiche Eduard ARTEMYEV -  direzione artistica Pavel CHOMSKY 

Produzione Andrei Konchalovsky Production Center e Teatro Mossovet Mosca
Produzione tournée in Italia: Aldo Miguel Grompone, Roma 

La tournèe dello spettacolo viene effettuata con il sostegno del Ministero della Cultura della Federazione Russa
Sponsors  Gazprom Export e Eni

PRIMA MONDIALE

Lo spettacolo è sovratitolato in italiano

Debutto mondiale per lo spettacolo Zio Vanya diretto da Konchalovsky. E' una delle più espressive e durature opere di Anton Checov. E' uno spettacolo psicologicamente complesso corretto da uno humor sovversivo. Capolavoro su desideri frustrati e vite desolate, Zio Vanya indaga sulle vite interiori di diversi protagonisti chiusi in una stasi autoimposta, in un quartiere della Russia remota degli ultimi giorni del XIX secolo.

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Quando mi chiedono perché proprio “Zio Vania” o in che cosa consista l’attualità di Cechov,  penso con tristezza che non lontano è il tempo in cui i giornalisti chiederanno a Riccardo Muti in che cosa consista l’attualità di Mozart o perché, Gherghiev esegua proprio la Nona Sinfonia di Shostakovich. Cechov è una Sinfonia. La sinfonia di vita. Di una vita che non è piena di avvenimenti tragici, opere grandiose o moti dell’animo, di una vita in cui gli Eroi non ci sono, ma di una vita semplice, « grigia, filistea... » come diceva lui stesso. L’uomo non è in grado di guardare fissamente la luna per vedere come tramonta dietro l’orizzonte. L’uomo non è capace di guardare un albero per vedere come s’ingiallisce. Pure a noi non è dato guardar fisso la vita per vedere come conduce alla morte. Però sappiamo che la luna tramonta, che un albero si ingiallisce e perde le foglie e che la vita giunge alla fine. Cechov come artista fu in grado di vedere e discernere la vita come nessun altro nella storia dell’arte. Propriamente parlando, Cechov fu il fondatore dello stesso dramma moderno che subentrò alla tragedia romantica del XIX secolo. E’ facile volere bene agli Eroi di talento che non sono prostrati dal dolore o dalla vita stessa. E’ difficile volere bene ai filistei mediocri, incapaci a un atto eroico. Cechov vuole bene a questa gente, perché sa che anch’essa morirà. Lui stesso espresse molto precisamente la sua concezione dell’arte : « In scena la gente pranza e prende il the, lasciando che le proprie fortune, la vita compresa, si  rovinino»."  Andrei Konchalovsky

La commedia, come è noto, è costruita su Vanja, amministratore con la nipote Sonia, della proprietà del cognato, il Prof. Serebrjakov, che credono un genio e, grazie alla loro devozione, zio e nipote giustificano la loro stessa esistenza. In casa si aggira anche il dott. Astrov, di cui Sonia è segretamente innamorata. L’arrivo del professore, ormai in pensione, con la seconda moglie Elena, smonterà l’equilibrio delicato e metterà in crisi persino le illusioni di Sonia, dato che Astrov civetterà con la bella Elena. L’atmosfera si fa sempre più complessa, zio Vanja e Sonia scopriranno che il professore è un uomo mediocre, oltre che ingrato nei loro riguardi. Soltanto quando questi andrà via, insieme ad Elena, zio e nipote riprenderanno a tessere la loro vita mediocre. Lo spettacolo toccherà anche Roma, Venezia, Reggio Emilia, per continuare la sua tournée nelle principali capitali europee.

Sopratitoli in Italiano a cura di Prescott Studio Firenze

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