LEZIONI AMERICANE
  10/11/2009    15/11/2009 
 

di Italo Calvino
regia di Orlando Forioso
con Giorgio Albertazzi
Roberta Caronia e Benedetta Borciani - violino
scene Fabiana Di Marco
quadri di scena Lorenzo Fonda
costumi Graziella Pera

Produzione Teatro Franco Parenti
 
durata 1h30'
Quando Calvino incontra un mostro sacro come Albertazzi quello che ne scaturisce, più che uno spettacolo è un happening di strepitoso successo che ha già irretito le città e la provincia, dal Nord al Sud.

C’è un solo italiano nell’esposizione permanente del National Theatre di Londra sui grandi interpreti shakespeariani di tutti i tempi: Giorgio Albertazzi.  Il maestro è adesso il conferenziere che attraverso le parole delle Lezioni americane di  Calvino guida gli spettatori in un viaggio vertiginoso alla ricerca della Leggerezza. Lo spettacolo si concentra su questa prima conferenza, accostandole il percorso parallelo di un artista innamorato della poesia e della scrittura che si incrociano e si fondono. Albertazzi e Calvino ma anche Dante, Cavalcanti, Shakespeare, Lucrezio, Ovidio, Borges, Kafka, Cirano, Leopardi. Una galoppata epica nella letteratura, Albertazzi e gli autori con i quali da sempre ha convissuto.

Le Lezioni americane sono cinque confereze scritte nel 1985 da Italo Calvino per la Harvard University. Sfortunatamente, lo scrittore morirà qualche mese prima della partenza per l’America. “Vorrei dedicare le mie conferenze a certi valori, a certe qualità, o certe specificità della letteratura che mi sono particolarmente care, cercando di inserirle nella prospettiva del prossimo millennio.” , dichiarava Calvino nella sua introduzione alle conferenze sulla Leggerezza, la Rapidità, L’Esattezza, la Visibilità, la Molteplicità; cinque valori da approfondire da un punto di vista letterario certo, ma anche come elementi del nostro vivere quotidiano.

Mi lega a Calvino l’amore estatico per il cavallo, il gusto per la “leggerezza” che considero anch’io un valore e non un difetto e che non è superficialità (“dov’è la profondità?” – recitava una tavoletta orfica – “è chiaro: in superficie”) esistendo spesso nella pensosità, la sua tentazione di formulare una poetica dello scrivere breve, dopo aver letto Borges, il suo pensare ai classici come a libri che non hanno mai finito di dire quello che avevano da dire, il suo fondo di anarchismo, al di là delle scelte partitiche, il fatto che credesse nelle “Sirene”, il piacere della lettura scoperto con i libri della giungla di Kipling, il fatto che “la donna” sia necessaria, nel senso che vederla sempre e sentirla. Ho fatto mio il simbolo augurale di Calvino per questo Millennio, “l’agile salto di un poeta-filosofo che si solleva sulla pesantezza del mondo, dimostrando che la sua gravità contiene il segreto della leggerezza, mentre quella che molti credono essere la vitalità dei tempi, rumorosa, aggressiva, scalpitante e rombante appartiene al regno dei morti, come un cimitero di automobili arrugginite”.
Giorgio Albertazzi

ABBONAMENTO ragazzi terribili

Sala Grande
feriali ore 21.00 
festivi ore 16.30

Biglietti

Intero  € 40.00
Ridotto under 25, gruppi, cral € 28.00
Ridotto over 60 € 20.00

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