I FATTI DI FONTAMARA
  30/03/2010    02/04/2010 
 

da Fontamara di Ignazio Silone
un progetto di e con Michele Placido            
a cura di Andrea Ricciardi, Marica Gungui
con Giulio Forges Davanzati, Lino Guanciale, Marica  Gungui, Ivan Olivieri, Roberto Pappalardo, Andrea Ricciardi,  Riccardo Ricci,   Eugenia  Rofi, Roberta  Santucci, Valentina Taddei
Produzione The Company

Un omaggio di Michele Placido al grande scrittore abruzzese Ignazio Silone.

Fontamara è un villaggio di contadini, situato nella Marsica, simile a  tanti altri, dove  da secoli i “cafoni” subiscono soprusi e si trascinano nella miseria. Si aggiunge alla catena di disgrazie l'avvento del fascismo che inasprisce la già penosa condizione dei cafoni; La vita degli uomini sembrava racchiusa in un cerchio immobile: prima veniva la semina, poi l'insolfatura, poi la mietitura, poi la vendemmia. E poi? Poi da capo. La semina, la sarchiatura, la potatura, l'insolfatura, la mietitura, la vendemmia. E poi ancora? di nuovo da capo. Ogni anno come l'anno precedente, ogni stagione come la precedente. Ogni generazione come la precedente”. Ma, ci avverte Silone, sono i “cafoni” stessi a fomentare la loro condizione, con continue liti, con una rassegnazione assoluta agli eventi, con l'egoismo e l'invidia ancestrale di chi storicamente A tentare di rompere questo muro di ingiustizie è Berardo Viola, personaggio tormentato e amaro, che sacrificherà la propria vita pur di lanciare un grido di rivolta e al tempo stesso di speranza ai suoi “cafoni”.

PERCHE' FONTAMARA

In seguito al terremoto che il 6 Aprile scorso ha colpito l'Abruzzo, Michele Placido ha ideato il progetto “I fatti di Fontamara”.
Attraverso un percorso di esplorazione e rielaborazione del romanzo “Fontamara” di Ignazio Silone,  10 giovani attori, hanno realizzato uno spettacolo al confine tra narrazione e  rappresentazione scenica, in cui un alter ego di Silone , interpretato alternativamente da Michele Placido o da Giancarlo De Cataldo, guida il pubblico attraverso le vicende dei Fontamaresi.
Riaccendere i riflettori sull'opera del grande intellettuale abruzzese significa oggi, porre sotto una lente d'ingrandimento una storia che si ripete nei secoli (basti pensare alle parole scritte da Silone sul terremoto del 1915).
Una storia che Berardo Viola non accetta di subire passivamente, provocando, al termine delle vicende,  nei suoi compaesani, la necessità di unirsi attivamente nella la creazione di un giornale dal titolo:“che fare?”.
Una piccola, semplice domanda che suona però come un boato, che squarcia l'inerzia della realtà circostante.
Che contiene in sé la speranza, la volontà e la possibilità di cambiamento.

Sala Grande ore 21.00

ABBONAMENTO italiana

Biglietti

Intero  € 32.00
Ridotto under 25, convenzioni  € 22.00
Ridotto over 60, convenzioni  € 16.00
Ridotto under 18  € 10.00


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