di Vitaliano Trevisan
regia di Andrée Ruth Shammah
con Alessandro Haber, Monica Scattini
Produzione Teatro Franco Parenti e Gli Ipocriti
Un grande uomo politico italiano, per sfuggire alla giustizia – giustizia! –, si rifugia in esilio volontario presso uno stato amico, la Tunisia, ed elegge a sua residenza permanente quella che un tempo non era che una seconda, o terza, o quarta, casa. Qui egli vive, o meglio sopravvive, con la sua famiglia, ovvero ciò che ne rimane: la moglie Elisabetta e il fido assistente Cecchin. I figli, Cinzia e Stefano, sono tornati a vivere in Italia; gli amici – amici!, non si fanno più vedere; perfino i nemici – nemici!, sembrano ormai aver perso memoria della sua esistenza. In questo limbo – post-vita?/pre-morte?, dove la malattia ha infettato i corpi e gli spiriti dei protagonisti, irrompe, in forma di fratello, un fattore X che rompe l’equilibrio. Anticorpo?, retrovirus?, farmaco o veleno? Dipende, il confine non è netto, i termini sono interscambiabili, le attribuzioni incerte. Quel che è sicuro è che, nel corso di questa notte in Tunisia, alcuni nodi vengono al pettine e, com’è proprio della loro natura, oppongono resistenza. La regia di Andrée Ruth Shammah si concentra sulla natura voracemente vitale del personaggio, cui presta il suo volto intenso Alessandro Haber, affiancato da una compagnia di bravissimi attori.