> IL SALONE PIER LOMBARDO

> IL TEATRO FRANCO PARENTI E LA POETICA DI ANDRÉE RUTH SHAMMAH [...]

> LA RICERCA DI UN REPERTORIO [...] 

> IL BISOGNO DI TRASFORMARSI [...] 

> DENTRO LA CONTEMPORANEITA', IL TEATRO DELLA CITTA' [...]

> LA CULTURA EBRAICA [...] 

> LA MUSICA E IL TEATRO MUSICALE [...]

> RIFLESSIONE E DIBATTITO [...]

> TEATRO E DANZA [...]

 

> LA SEDE RINNOVATA. CONTAMINAZIONI FRA LINGUAGGI. LA DRAMMATURGIA ITALIANA


La sede storica del Teatro Franco Parenti in via Pier Lombardo ha riaperto dal 2008 completamente rinnovata dalla ristrutturazione di Michele De Lucchi con la direzione artistica di Andrée Ruth Shammah e con interventi scenografici di Gian Maurizio Fercioni. Un luogo unico a Milano in cui la tecnologia si fonde con la sapienza artigianale e con materiali naturali per creare un ambiente di grande respiro e, nello stesso tempo, a misura d’uomo, dove la luce entra attraverso grandi finestre e accentua l'apertura all'esterno, alla città, alla vita.  Oltre 5.400 metri quadrati, distribuiti su tre livelli organizzano otto differenti spazi, tra cui una sala da 500 posti e due sale da 150 posti, che possono essere utilizzati simultaneamente. Il nuovo progetto ha recuperato l'impianto spaziale e funzionale del Quartiere Vasari del 1933 e accoglie il pubblico e lo spettacolo in ogni sua parte, con attività che si intrecciano, si interpellano e stimolano a vicenda. Un luogo di spettacolo, lavoro, incontro e sperimentazione all’altezza dei grandi centri di creazione internazionali.
Per conseguire questo obbiettivo la regista sperimenta col pubblico una serie di iniziative mirate a una nuova teatralità. L’improvvisazione e la sorpresa sono le chiavi spettacolari dei Percorsi nell’incompiuto e del Cantiere delle idee, ( >> video nella pagina) destinati a far conoscere agli spettatori i nuovi spazi ma anche i nuovi modi di produrre e comunicare. La parola d’ordine è: “Nuova vita al teatro. Noi ci proviamo. Mettetici alla prova”. Una serie di gesti augurali, aperta da Amos Oz che lascia un suo scritto dove mette in relazione il sogno, la parola e l’azione, al quale seguono Guido Ceronetti, Carlo Cecchi, Giora Feidman, consacrano la riapertura della sede di via Pier Lombardo.
Il ritorno a una programmazione regolare porta in teatro spettacoli prestigiosi interpretati da Piero Mazzarella, Marco Baliani, Nicoletta Braschi, Gianrico Tedeschi, Franco Branciaroli, Geppy Gleijeses, Massimo De Francovich, Carlo Cecchi, Silvio Orlando, Umberto Orsini, Anna Maria Guarnieri e Luciano Virgilio con i quali Andrée Ruth Shammah mette in scena nel 2009  Antonio e Cleopatra alle corse di Roberto Cavosi, un gioco di coppia tragicomico e insolito che ha entusiasmato critica e pubblico. La regista si impegna in tre altri progetti di spettacolo inconsueti: La forma dell’incompiuto che  unisce due cose apparentemente inconciliabili, il pensiero filosofico e la corporeità della danza in un insolito dialogo fra due giganti della scena, Giorgio Albertazzi e Luciana Savignano; Al mercato che riprende le grandi azioni all’aperto sperimentate al Castello Sforzesco per portare in teatro un quadro di armonia universale sollecitato dai temi dell’ambiente e dell’alimentazione propri di EXPO 2015; Ondine che nella sua forma itinerante con delicatezza e ironia trasforma il teatro in bosco, castello, corte, notte stellata.

L’investimento nel futuro rappresentato dalla nuova configurazione del teatro ha portato Andrée Ruth Shammah a prendersi cura delle nuove generazioni con progetti finalizzati a sostenere i nuovi talenti, i fermenti creativi più originali in particolare attraverso laboratori, studi e workshop.

La programmazione di alto livello artistico e culturale non si limita ai soli spettacoli, ma spazia alla musica, alla danza, al cinema, agli incontri culturali, alle contaminazioni fra le arti e mira a comunicare con il pubblico, inteso come interlocutore attivo e non spettatore passivo in un rapporto vivo e informale. Il teatro s’interroga sulla sua identità, apre il cantiere alla città e il palcoscenico al pubblico, offre una politica di prezzi accessibile, ottiene il riconoscimento di istituzioni pubbliche e di privati. Nelle due ultime stagioni, nel segno della continuità, Andrée Ruth Shammah ha avuto a cuore il tema della lingua non tradotta, non tradita, celebrata in due ampie programmazioni. Nel 2008 è la volta di Racconto italiano, non solo rappresentazioni di spettacoli, ma anche incontri con giovani scrittori, storie di cinema, discussioni al cafè philosophique, conversazioni sull’attualità, senza confini tra palcoscenico e platea. Tra gli autori e gli interpreti Eleonora Danco, Renato Sarti, Davide Enia, Maria Paiato, Carlina Torta e un focus su Massimo Sgorbani: sei spettacoli di un unico autore in sei spazi di un unico teatro. Nel 2009 sotto il titolo Italiana per la prima volta tutti insieme undici autori e una lingua, la nostra. Torna lo spettacolo di Cavosi e la regista presenta una produzione impegnativa,  Lulù di Carlo Bertolazzi, che proietta fino a noi un antico sogno d’amore utilizzando tecnologie video e il coinvolgimento critico del pubblico.  Tra gli altri autori e interpreti del progetto, Gadda, Fabrizio Gifuni, Camilleri e Pirandello, Erri De Luca, Filippo Timi, Susanna Tamaro, Mascia Musy, Silone, Michele Placido, Giuseppe Patroni Griffi, Vladimir Luxuria, Guido Morselli.