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adattamento teatrale a cura di Mario Capanna e Ileana Spalla
con la collaborazione di Paolo Dal Bon
con 
Ileana Spalla
regia
Sergio Danzi  

Nel corso del tempo tutto è stato analizzato, ma mai nessuno ha scritto prima d'ora la storia della prepotenza. Eppure la prepotenza accompagna la nostra vita, anzi, spesso la domina. Dall'origine dell'uomo ai nostri giorni il percorso di questo grande fiume, sempre in crescita, che sta travolgendo le nostre esistenze. Dalla consapevolezza dei greci  a Cartagine e Hiroshima passando per la conquista dell'America, le Crociate e il Colonialismo fino ad arrivare ai nostri giorni. Certo la prepotenza ha cambiato aspetto, si è adeguata ai tempi, si è "travestita": oggi ha a disposizione un apparato scientifico tecnologico che prima non poteva avere, il suo potere sta nella rimozione. La rimozione è la leva con cui la prepotenza tiene sospeso il mondo, si è senza radici, non si sa da dove si viene e non si sa dove si va, questo genera l'angoscia, questo ci chiude nel cerchio della solitudine: pensate a quanto è facile oggi, rispetto al passato, viaggiare, comunicare, eppure mai come prima si è persa l'attitudine al dialogo, al confronto e la sensazione è di essere sempre più soli. L'equilibrio è l'alternativa, l'unica via possibile per riappropriarci delle nostre esistenze e costruire un futuro diverso, meno profitto e più umanità, l'essere, non l'avere e né l'apparire, questa è la condizione per costruire uomini migliori in grado di dare la grande svolta, il cambiamento necessario per inoltrarci in questo nuovo millennio. 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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