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da Gogol'suite
a cura di Guido De Monticelli
con Lia Careddu
traduzione di Tommaso Landolfi
musiche di Alfred Schnittke

Produzione Teatro Stabile della Sardegna
 

 Nell’anno del progetto Dentro l’Anima Russa, arriva sulla scena milanese il racconto che fece dire a Dostoevskij: “Siamo tutti usciti dal cappotto di Gogol’”. Quel panno ben cucito, caldo, protettivo e avvolgente diventa metafora del desiderio inatteso, della variabile improvvisa che può sbaragliare un’esistenza, anche quella modesta e ordinaria del copista Akakij Akakievic. Uomo semplice, senza ambizioni, tanto assorbito e metodico nel suo lavoro da rimanere quasi indifferente allo scherno dei colleghi e alle angherie dei superiori. Fino a quando il sarto non gli dice che il suo vecchio cappotto consunto è irrecuperabile e gli impone di comprarne uno nuovo. Ansia, smania, passione e ossessione. Il bisogno si trasforma in desiderio. Delizia dell’attesa e caducità del possesso. Il cappotto appena comprato verrà trafugato e Akakij si ammalerà fino alla morte. Concedendosi una piccola vendetta in veste spettrale. Ambiguità, crudeltà, tenerezza e sinuosità, mille sfumature nella voce di Lia Careddu, spirito narrante e volto dei tanti personaggi, per un’interpretazione ironica e sensibile.

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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