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adattamento di Magda Poli e Flavio Ambrosini
regia di Flavio Ambrosini
con Massimo Loreto e Annina Pedrini

Produzione Teatro Franco Parenti
 

Critici, storici, scrittori consideravano Evgenij Onegin di Puskin, la sintesi perfetta dell’anima russa. In una stagione teatrale pervasa di spirito russo non poteva mancare questa storia d’amore, che si dipana attraverso gli anni e i luoghi, tra partenze e ritorni, in un intreccio beffardo di sentimenti. Protagonista è un ‘giovin signore’, dedito alla mondanità, di raffinata e vuota educazione, annoiato e cinico. Respinge in gioventù il trasporto sincero della romantica Tatiana, corteggia per tedio la vivace sorella, uccide in duello l’innamorato geloso. La sua aridità divora ogni purezza ma a distanza d’anni implora invano l’amore un tempo disprezzato. Il complesso intreccio del romanzo si scioglie e riduce, teatralmente, a un duetto tra Evgenij e Tatiana, pallide ombre della giovinezza, cristallizzati nel ricordo di una felicità che per indolenza, convenzione, miopia non hanno saputo riconoscere. Prigionieri di un’ossessiva coazione a ripetere, evocati dalle note di Schumann e Schostakovijch, sono reclusi in uno spazio claustrofobico, dove si compie la loro deriva, superstiti, abbandonati al margine della vita.

"La musica di Schumann, echeggiante di rimembranze, avvolge in un’aura struggente l’ottima interpretazione – colorita, ironica, oblomovista di Massimo Loreto e quella intensa per trattenuta passione di Annina Pedrini, inflessibile nei principi ma non algida. Un’ eccellente serata di teatro da raccomandare". Ugo Ronfani, Il Giorno

 

 "L’intensa ed emozionante Annina Pedrini e il bravo e non convenzionale Massimo Loreto sono i protagonisti di un teatro da camera di bella suggestione". Magda Poli, Corriere della sera

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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