laboratorio
GIOVANI CRITICI ALLA RISCOSSA

Serata speciale L’Ambleto

recensione di Emanuela Mugliarisi, laurea in Lettere - Università Cattolica di Milano


 


Venerdì 16 gennaio 2013: un’altra di quelle date che rimarranno scolpite nel percorso di quel sogno chiamato Teatro Franco Parenti.

Storia di un sogno e Responsabilità di un sogno sono infatti i titoli dei due libri che raccontano la storia di questa istituzione che da anni porta avanti il teatro d’avanguardia, da intendere non come teatro noioso e autoreferenziale - come ha sagacemente ricordato Philippe Daverio - ma avanguardista in quanto interessato a stimolare la riflessione, la coesione comunitaria e perché intenzionato a pensarsi come polis-ala, per usare un’espressione cara alla Shammah.

Dopo la commovente cerimonia dei sassolini del maggio 2011, quest’anno Andrée Ruth Shammah ha voluto festeggiare i quarant’anni del teatro non solo proponendo una preziosissima testimonianza video della sua regia di quel mitico L’Ambleto di Testori del ‘73 (con un cast di attori irripetibili quali Parenti stesso, Luisa Rossi, Flavio Bonacci, Gianni Mantesi, Alain Corot, Gianpiero Fortebraccio e Giovanni Battezzato) ma puntando ancora una volta sul teatro come ritualità che si manifesta soprattutto al di fuori della sacralità della sala e del palco: nel foyer, un ricco banchetto allestito di cibi semplici e gustosi, ci ricorda la dimensione conviviale del teatro e la sua peculiarità nel contatto umano, citando i quattro elementi che legano l’uomo alle sue radici più ancestrali, come ancestrale è il teatro stesso: il pane e i legumi sono la terra, le candele il fuoco, l’aria è evocata dalle oniriche ballerine che volteggiano sospese in alto e l’acqua è la neve “finta” che viene fatta cadere  appena fuori dalle finestre.

Ad intervallare i due tempi della proiezione, le testimonianze commosse di chi ha conosciuto direttamente o indirettamente Franco Parenti, restituendoci anche lati inediti del grande uomo e artista che fu: parliamo di Moni Ovadia, Giorgio Haber e Gioele Dix, alcune delle eccellenze delle ultime stagioni del teatro.

Ma il legame tra ciclicità e progresso è rappresentato soprattutto dalle belle notizie comunicate dalla Shammah riguardo al futuro radioso del teatro che, dopo anni di battaglie e rischi, si vede confermare per ben altri 25 anni la convenzione economica col comune di Milano e si vede affidare un milione e mezzo di Euro per restituire al quartiere la piscina Caimi adiacente al teatro.

Dopo una serata così, si esce rincuorati ed esaltati nel vedere come, nonostante tanta aridità politica nei confronti dell’arte nel nostro paese, ogni tanto le pertinaci lotte culturali facciano nascere i fiori dal letame, come avrebbe cantato De Andrè.